Ancora “Dieselgate”?

Di motorpad.it Pubblicato Venerdì, 04 Agosto 2017. nella categoria Economia

Richiami per oltre 5 milioni di auto tedesche diesel. Dieselgate o questione politica e socio-economica?

Ancora “Dieselgate”?

Fine del motore diesel? Lo annunciano - e lo temono - quasi tutti i grandi costruttori mondiali ipotizzando lo stop tra il 2022 e il 2040. Vedremo. È comunque forte il dictat che viene da molti Governi che individuano nell’abbandono dei motori a gasolio in tempi stretti la misura primaria e urgente per l’abbattimento delle emissioni inquinanti. Una volta di più, è l’obiezione che viene da più parti, sembra che le Istituzioni non si limitino ad indicare l’obiettivo da raggiungere, ma vogliano entrare anche in questioni tecniche su come ottenere i risultati che impongono.

In Germania è così esploso il problema dei motori a gasolio la cui scomparsa metterebbe seriamente a rischio i bilanci dei principali costruttori locali e migliaia di posti di lavoro visti gli 800.000 occupati nel settore dell’Automotive.
A Berlino si è quindi tenuta una riunione tra il Governo, i sindacati le principali Case esposte al rischio del blocco della circolazione da parte di alcuni tribunali, tra cui quello di Stoccarda, per molti modelli a gasolio in particolare di Volkswagen, Mercedes e BMW per un totale di oltre 5,3 milioni di veicoli non in regola e omologate in Germania e con emissioni di Nox da abbattere del 25/30%.

Alla fine la lobby dei costruttori ha ottenuto che queste vetture invece di essere bloccate, siano sottoposte ad un richiamo per un intervento di aggiornamento del software del costo di 100 euro circa invece dei 1.200/1.500 euro necessari per modifiche più importanti e incisive per la riduzione delle emissioni incriminate. Piovono, da parte delle associazioni ambientalistiche e da forze politiche di opposizione, accuse al Governo e ai politici di asservimento agli interessi delle case automobilistiche in un periodo elettorale molto teso. Resta tuttavia evidente e comprensibile che i costruttori (non solo tedeschi) difendano i motori diesel e, in particolare, il loro dimostrabile impegno a renderli sempre più puliti ed efficienti in attesa che l’alternativa elettrica, in tutte le sue forme, non abbia trovato soluzioni, infrastrutture e convenienze economiche che sono ancora lontane dall’essere disponibili.