FCA sempre più protagonista

Di Marcello Pirovano Pubblicato Venerdì, 25 Agosto 2017. nella categoria Detto tra noi

FCA al centro di ogni cambiamento e dei nuovi possibili equilibri nel panorama dell’industria automobilistica mondiale.

FCA sempre più protagonista

È stato fin troppo facile pronosticare che l’annuncio ferragostano di un più o meno realistico interesse da parte di alcuni costruttori cinesi per l’acquisizione di Jeep o dell’intero Gruppo FCA avrebbe scatenato una vera e propria reazione a catena di ulteriori ipotesi di situazioni geopolitiche e finanziarie nuove che, giustamente, in FCA si astengono dal commentare.

Altrettanto prevedibile che la Borsa, infallibile termometro di ogni cambiamento anche nel mondo dell’Automotive, reagisse immediatamente con interventi di forte rialzo sui titoli del Gruppo italo americano sulle quali la Consob, sta attivandosi con la sua attività di sorveglianza su possibili manovre di tipo speculativo.

Giusto per dare qualche elemento di valutazione, da inizio anno, alla Borsa di Milano il titolo FCA ha guadagnato oltre il 40% toccando 12,47 euro con indicazioni, da parte di istituti specializzati, di possibili traguardi fino a 15/19 euro.

Messasi in movimento con tanta risonanza (anche internazionale), la macchina sembra ora inarrestabile e piena di promesse e scenari di enorme interesse. Si parla infatti apertamente di ripetere quell’operazione di “spin off” che tanti vantaggi ha portato alla Ferrari. Toccherebbe ora ad Alfa Romeo, Maserati, Magneti Marelli, Comau e Teksid, brillantemente rilanciati e resi più appetibili dalla “cura Marchionne” che ha cambiato faccia e importanza a tutto il Gruppo FCA, essere scorporati dal Gruppo e, ben più appetibili,  essere messi sul mercato per possibili vendite, alleanze, incorporazioni, accordi.

È del tutto chiaro che quello che in termini davvero semplicistici viene definito “spezzatino”, cioè l’eventuale vendita di singoli brand e non dell’intero Gruppo FCA in unica soluzione, libera molto più valore. Per fare qualche esempio, le banche d’affari specialiste di queste raffinate manovre finanziarie stimano che Alfa Romeo valga 2,1 miliardi, Magneti Marelli circa 4,5, Maserati 5,8 e 23 la Jeep che però è legata ad alcune joint-venture in Cina e India dove viene prodotta oltre che in Italia, Usa e Sud America.

Tutti scenari possibili e in qualche modo anche già ipotizzati, ma con tutta la prudenza del caso, da parte dello stesso Marchionne nell’incontro stampa della semestrale di luglio e che, in attesa di quanto dirà all’Investor Day nei primi del 2018, resta concentrato sul piano di riassetto e sugli obiettivi già fissati ed ora più che mai realistici.    

Da semplici osservatori di fenomeni di così grande portata strategica con i radicali cambiamenti che si genereranno nel panorama automobilistico mondiale, non è azzardato mettere in preventivo novità anche sul fronte giapponese dove tutto sembra ormai orbitare attorno a Toyota. Con Honda che resta l’ultimo baluardo di autonomia tra i dieci Costruttori originariamente attivi nel settore.