Trimestrale Ferrari

Di Marcello Pirovano Pubblicato Venerdì, 04 Agosto 2017. nella categoria Detto tra noi

Cifre e fatti da incorniciare e, forse, un “non SUV”.

Trimestrale Ferrari

Contano sempre, e più che mai in finanza, le cifre e i fatti che non mentono mai e che, nella trimestrale Ferrari, sono da incorniciare. “Tutto il resto è noia” e ci perdonerà Califano per il copyright violato.
Eccole allora le cose indiscutibilmente concrete dal bilancio trimestrale e semestrale del Cavallino:

1º - al momento dello “spin off” (separazione) da FCA la  capitalizzazione Ferrari era di 10 miliardi e ora è a circa 90 miliardi con le azioni che, partite a 43 Euro a gennaio 2016, oggi quotano attorno ai 90 Euro.

2º - le auto consegnate nel primo semestre ammontano a 4.335 (+6%) risultato che rende molto concreto un obiettivo attorno alle 8.400 unità per la fine dell’anno con ricavi netti di oltre 3,3 miliardi di Euro, indebitamento a 500 milioni e margine operativo adjusted a 950 milioni circa. Nei sei mesi l’utile netto si é incrementato del 48% a 270 milioni.

Se poi davvero si punta a vendere più di 10.000 vetture Made in Maranello è più che probabile che si debba mettere in cantiere un nuovo prodotto. Sarà un SUV? “…dovete spararmi - ha detto Marchionne - prima che io pensi ad un modello che faccia perdere alla Ferrari la sua identità”.

Scopriremo quindi la verità solo vivendo e quello che è certo è che qualunque sia il nuovo ipotetico modello, prima di tutto sarà una Ferrari, e poi paradossalmente anche un quadriciclo o un’autoblindo. Sempre però, citando ancora Marchionne “…qualcosa che ancora non si è visto”. Quindi, per ora, tutte le ipotesi sono chiacchiere non poco inutili e noiose.

Conterà, ovviamente, il bilancio 2017 così bene avviato e non meno importante sarà il programmato “investor day” quando, entro in primo trimestre 2018, saranno illustrati i programmi fino al 2022 con il piano per superare - e come - le 10.000 unità di auto prodotte all’anno e raddoppiare l’utile lordo a 2 miliardi di Euro.
Poi Marchionne, come va ripetendo, lascerà il pianeta FCA.
Da “presidente-padrone” della Ferrari che avrà costruito con le sue mani e le sue doti manageriali.