Volkswagen Polo

Di Silvia Pirovano Pubblicato Venerdì, 08 Settembre 2017. nella categoria Secondo noi

Sesta generazione della Volkswagen Polo. Si dilatano i confini del Segmento B.

Volkswagen Polo

Arriva la sesta generazione della Polo che, nata nel 1975, ricopriva il ruolo di modello d’accesso al mondo Volkswagen. Da tempo ha ceduto questo compito alla Up! e si è stabilmente installata nell’affollato “segmento B” con oltre 14 milioni di esemplari che salgono a 16,5 con le versioni derivate. Un’area di mercato che oggi, come prima ed immediata impressione, ha tutta l’aria di andare un po’ stretta al nuovo modello, tante sono le novità e le ambizioni che si porta dietro.

Vediamo di metterle in ordine cominciando da un aspetto generale che cresce davvero molto in “autostima”, ammesso che si possa utilizzare un termine simile per un’auto. Ma vediamo i fatti. Le dimensioni crescono da 3,97 mt a 4,05 (+81 mm) che sembrano pochi, ma bisogna tener conto di un passo che a sua volta si allunga a 2.564 mm (+94 mm) e che, sfruttando le qualità del pianale modulare trasversale MQB, regala molto più spazio interno e un bagagliaio che sale a 351 dmc utili (+71 dmc).

Mettiamoci poi una strumentazione interamente digitale con l’Active Info Display di seconda generazione e dotazioni come il Front Assist con il riconoscimento del pedone, il Blind Spot, il Cruise Control con regolazione automatica della distanza ACC, il sistema di collisione multipla e i fari a LED e ditemi se non sono evidenti gli sconfinamenti nella classe superiore. Tutto questo nei classici livelli di allestimento Trendline, Comfortline, Highline, con la GTI che presto si unirà al gruppo, più i quattro pacchetti di personalizzazione disponibili.

In effetti c’è, nel modo di porsi sulla strada una innegabile “aria da Golf” che non può non disporre positivamente l’atteggiamento dell’osservatore e del possibile cliente. E questo anche sulla qualità dei materiali e delle lavorazioni riscontrabili all’interno su plancia, rivestimenti e sedili.
Non è meno importante, specie per sottolineare la legittimità della nuova Polo a candidarsi anche a prima vettura per la famiglia, il fatto che ora la carrozzeria è solo a cinque porte.

Nello sviluppo del modello i progettisti si sono concentrati su quattro aree di intervento con allestimenti e dotazioni che interpretano al meglio la filosofia VW di “abituarsi al futuro” indipendentemente dalla taglia del modello.

Ecco allora l’Automated Driving che, tramite le molte tecnologie per l’assistenza alla guida proprie finora di modelli di classe superiore, alza di molto il livello di sicurezza.
Segue l’Intuitive Usability che vede, a bordo della Polo, un evoluto bagaglio di visualizzazione e comando che si realizza nella plancia digitalizzata di nuova concezione con l’Active Info Display (di serie su Highline).
La Connected Community si incarica di mettere in rete tra loro le persone, l’auto e l’ambiente circostante. Si dispone pertanto di tutta una serie di servizi on-line Guide & Inform che comprendono anche notizie sul traffico, disponibilità di parcheggi e stazioni di servizio.
Infine la Smart Sustainability ha focalizzato i suoi sforzi per mettere a disposizione anche dei modelli di grande serie, motori sempre più efficienti ed ecocompatibili.

A dimostrazione di questa politica una novità di grande sostanza, specie per i divoratori di chilometri, è quella relativa alla versione TGI alimentata a metano con motore da 90 CV. Venendo alla gamma italiana i motori pronti al lancio sono tre in un’offerta che al completo ne comprenderà otto tra benzina, diesel e, appunto, a metano.

Si tratta di tre unità a tre cilindri di 1.000 cc, le prime due sono dei MPI rispettivamente da 65 e 75 CV, più il TSI turbo che affida la sua voglia di sportività ai 95 CV di cui dispone.
Sono questi ultimi due quelli che si sono offerti per una prima presa di contatto dimostrando, specie il più potente come è ovvio, una bella carica di dinamismo, molta maneggevolezza e un apprezzabile livello di insonorizzazione.

Gli altri sono programmati per i prossimi mesi e si tratta di altri due unità a benzina con un secondo TSI di 1.000 cc e 115 CV e l’arrabbiato di famiglia ovvero un 2.000 cc TSI da 200 CV per la GTI che accontenterà sicuramente i clienti dal piede pesante.
Tutte le versioni dispongono dello Start/Stop e recupero d’energia e a partire da 95 CV è disponibile il cambio DSG  a 7 rapporti in alternativa a quello manuale a 5 marce.

Entreranno in scena anche gli attesi diesel di 1.600 cc da 80 e 95 CV che sostituiscono gli attuali 1.400 cc apportando nuovo brio e maggiore coppia per una dinamica di marcia ancora più godibile.
I prezzi chiavi in mano vanno da 10.600 euro della 1.0 MPI Trendline d’accesso da 65 CV e salgono a 21.250 euro per la 1.0 Highline TSI da 115 CV. Il listino dei diesel non è stato ancora comunicato.