Sergio Marchionne al Salone di Ginevra 2018

08 mar 2018 Marcello Pirovano
Sergio Marchionne al Salone di Ginevra 2018

Dalla situazione politica italiana dopo le elezioni al ruolo del marchio Jeep all’interno del Gruppo FCA, dall’entrata dei cinesi nel capitale di Daimler al futuro del diesel, dal prossimo SUV Ferrari alla Formula 1, dalla situazione finanziaria alla guerra dei dazi di Trump. È stata come sempre densa di argomenti la conferenza stampa di Sergio Marchionne al Salone di Ginevra spaziando da temi strettamente automobilistici a considerazioni più generali.

Muovendosi tra le dichiarazioni e le risposte alle sollecitazioni della platea l’A.D. di FCA si è particolarmente soffermato sul ruolo centrale che il brand Jeep è destinato a ricoprire all’interno di FCA “… Jeep è un marchio eccezionale su cui puntiamo quale parte centrale del piano che lanceremo a giugno”. Sarà anche possibile che l’impianto di Pomigliano venga coinvolto nella produzione visti evidentemente anche gli ottimi risultati commerciali che lo storico brand americano continua a macinare.

Quanto alla guerra dei dazi USA-Europa, nella sua posizione di responsabile di un Gruppo italo-americano, Marchionne ha riconosciuto che “…alcune regole attuali sono sfavorevoli agli USA” ma si è augurato che non si scateni una guerra commerciale non utile a nessuno.

Commentando l’ingresso di Geely in Daimler ha inoltre confermato che FCA non ha la necessità di interventi cinesi, ma che “….restiamo aperti, incontriamo tutti, facciamo piacevoli discorsi, ma non si conclude niente e siamo concentrati sul nostro piano” (vale a dire 9 miliardi di utili e l’azzeramento del debito) ed ha aggiunto  “…io non sono così negativo sulle prospettive degli investitori cinesi che non si limiteranno ad investire su Inter e Milan, ma entreranno sul mercato con un ruolo non marginale”.

Intanto il titolo FCA continua a godere della fiducia del mondo finanziario con Moody’s che ha alzato le stime con outlook “stabile” e con i giudizi positivi da parte di altri analisti.

Per quanto concerne il futuro del diesel Marchionne ha preso atto che i costi di sviluppo di questa motorizzazione “…stanno diventando proibitivi” e che quindi bisogna progressivamente diminuire la dipendenza dal gasolio. Per contro per l’alimentazione elettrica e la guida autonoma il discorso non si riferisce certo alla capacità di fare auto con queste tecnologie ma, alla scelta fatta di cercare in primo luogo di capire i limiti di questa tecnologia e la tempistica e “… siamo convinti di aver aspettato in maniera intelligente”.

Quanto al SUV Ferrari (il FUV - Ferrari Utility Vehicle) è confermato che sarà prodotto a Maranello alla fine del prossimo anno su una linea già predisposta e con motorizzazione ibrida. Ferrari dovrà inoltre concentrarsi più a fondo, aumentando di conseguenza la produzione, su una specialità storicamente italiana, quella delle Gran Turismo. E per l a Formula 1 che dai test di Barcellona sembra dare segnali incoraggianti? Su questo punto Marchionne è stato addirittura tranciante nei confronti della nuova proprietà americana che vuole più spettacolo e, in definitiva, più omologazione verso il basso con la scusa di ridurre i costi. “…quelli di Liberty non capiscono niente. Se non riusciamo a distinguere i concorrenti dal punto di vista tecnico e se vogliono snaturare il DNA della F1 lo facciano senza di noi. Possiamo spendere diversamente i molti soldi che costa”.

Relativamente alla situazione italiana post elettorale il commento di è stato. “… Mattarella ha un grandissimo lavoro da fare, ma ho una grandissima fiducia che il paese ce la farà. Di Maio e Salvini non li conosco, ma non mi spaventano”. Paura del Movimento 5 Stelle? “Ne abbiamo passate di peggio”.

Giudizio evidentemente da interpretare a piacere.

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