FCA, l’eredità e l’ultimo piano industriale di Marchionne

01 giu 2018 Marcello Pirovano
FCA, l’eredità e l’ultimo piano industriale di Marchionne

Debito netto industriale azzerato entro giugno. È la scommessa vinta che Marchionne mette subito in primo piano nell’incontro stampa di oggi a Balocco e che, piccolo particolare di colore, ma dall’enorme significato simbolico, viene celebrata anche con una cravatta che l’A.D. di Fiat Chrysler  Automobiles indossa sia pure sotto il maglione.

L’aveva promesso ed il traguardo è stato raggiunto, e “…sana una debolezza strutturale che per troppi anni ha gravato su di noi. Questo consente ora  a FCA di impegnarsi sulla struttura finanziaria e sui target finanziari fissati per il gruppo fino al 2022 e che come aveva anticipato in altre occasioni lo stesso Marchionne“…vedrete che sono ambiziosi”.

Intanto viene sottolineato che, aumento di valore della Ferrari a parte, quello per gli azionisti di Fca  è praticamente raddoppiato a fronte di una situazione che per gli azionisti dei principali concorrenti del Gruppo è stato mediamente negativo del 6%. Alle 14.00 il titolo quotava 19,62 euro.  Non poteva mancare un commento su dazi imposti da Trump, del 25% su acciaio e del 10% alluminio, liquidati con un tranquillizzante: "non credo abbiano impatto su di noi". 

Venendo al fondamentale capitolo dei piani industriali con orizzonte il 2022 e i relativi nuovi modelli (anche nell’ottica di un altro obiettivo che Marchionne si è posto relativo alla piena occupazione egli impianti) sono, in primo luogo i marchi Premium Alfa Romeo e Maserati al centro di ogni attenzione. In sostituzione della MiTo è previsto un crossover su base Panda che avrà anche una versione Jeep.

L’offerta di SUV di lusso di grossa taglia prevede un modello più importante dello Stelvio da realizzare su base Maserati Levante che, in un originale quanto utile scambio di componenti tra “cugini” produrrà un SUV compatto su base Stelvio. Per la Giulia le collaborazioni interne al Gruppo arrivano invece da Maranello che dovrebbe fornire una powertrain da 600 CV di diretta derivazione Formula1. In dettaglio sono in programma sei nuovi modelli Alfa.  

L’elettrificazione è al centro delle attenzioni per Maserati con 4 nuovi prodotti previsti tra cui anche una vettura importante di derivazione dalla Concept Alfieri, un SUV più piccolo della Levante e lo sviluppo degli attuali modelli GranTurismo e GranCabrio.

Ambiziosi i programmi per il marchio Jeep con le sue valenze di prodotto e con un’immagine di forte contenuto e di assoluta notorietà internazionale. Al già citato piccolo SUV su base Panda si affiancheranno, con il ruolo di ammiraglia la Wagoneer a 5 e 7 posti  e la Wrangler Pick-up. Sono sei i modelli in arrivo più quattro elettrici che saranno prodotti in Cina, mercato particolarmente ricettivo per questa alimentazione. Dovrebbe essere di 9 miliardi di euro l’impegno finanziario previsto solo per l’elettrico.

In termini strategici resta aperta la questione dell’uscita di scena della motorizzazione diesel a partire dal 2022, decisione strettamente collegata ai programmi di elettrificazione dei vari marchi del Gruppo e dagli ingenti investimenti che richiedono gli sviluppi sulle tecnologie di assistenza alla guida, sicurezza e interconnessione oltre che per la guida autonoma.

Quanto a Fiat sorprende e lascia sicuramente rimpianti anche sul piano “sentimentale” lo spostamento della produzione della Panda da Pomigliano alla Polonia e, in prospettiva, l’uscita di scena della Punto e della Tipo. La nuova produzione entro il 2022 prevede 3 modelli più due 500 elettriche e, infine arriverà anche un nuovo pick-up con marchio Dodge.

Riassumendo si tratta di un impegno per qualcosa come 29 nuovi prodotti nei prossimi 5 anni, 2018 compreso.  Evidentemente è questo che intendeva Marchionne parlando di programmi “ambiziosi”. Sono tutte sfide, compresa quella di un Gruppo Fiat solido e ben strutturato da offrire per qualche conveniente accordo o, addirittura, messo sul mercato,  che, una volta ufficializzate e meglio definite nei dettagli, Marchionne affiderà al suo successore. Pur sicuramente presente all’incontro di Balocco il futuro top manager sarà ufficializzato solo ad Aprile 2019 ad Amsterdam sede legale del Gruppo.

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