Ho un'idea, mettiamo un'altra tassa sull'auto!

06 dic 2018 Paolo Pirovano
Ho un'idea, mettiamo un'altra tassa sull'auto!

La presentazione dell’emendamento sulle emissioni di CO2 approvato ieri sera in Commissione Bilancio della Camera, nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge di Bilancio 2019 ha confermato ancora una volta la poca attenzione del mondo della politica, di una certa politica, alle problematiche del mondo dell’auto. La misura, presentata dal Movimento 5 Stelle, prevede un’imposta crescente dai 150 ai 3.000 euro in caso di acquisto di un'auto nuova con emissioni superiori ai 110 g/km, con un incentivo - da 6.000 a 1.500 euro - per i veicoli con emissioni tra 0 e 90 g/km di CO2, quindi per le auto elettriche e ibride. A puro titolo d’esempio una Fiat Panda, l’auto più venduta in Italia, si troverebbe un sovrapprezzo di 400 euro.

Un’idea che di per sé potrebbe anche sembrare interessante ma che ha diverse zone poco chiare in quanto non si parla di sostituzione/rottamazione delle vetture più vecchie per favorire il rinnovo del parco circolante, come noto, tra i più vecchi d’Europa. Inoltre non è chiaro con quale tipo di procedure omologative vengano calcolati i valori di CO2, considerate le diverse norme esistenti in materia (NEDC, NEDC correlato, WLTP) e gli sviluppi che avranno nel 2019. E poi, come sempre, sono state prese delle decisioni senza consultare nessun operatore del settore, che qualche indicazione sull’andamento del mercato, sul comportamento dei clienti avrebbero potuto fornire.

Applicando l’emendamento si otterrebbe che più della metà dei veicoli immatricolati sarà vessato da un nuovo tributo: su alcuni di questi, non di lusso e su molte city-car, il costo dell’imposizione varrà circa il 10% del costo del veicolo, senza considerare il paradosso di iper-tassare un veicolo nuovo, mentre potranno continuare a circolare liberamente, senza l'imposizione di alcun tributo, veicoli di oltre 15 anni.

Il primo risultato, da un certo punto di vista sorprendente, è che questa decisione è riuscita a mettere d’accordo per una volta il Segretario della Lega Salvini e il Codacons. Il Vice Premier ha infatti affermato che “Io sono contrario ad ogni ipotesi di nuove tasse sull'auto che è già uno dei beni più tassati" in un intervento a Radio Anch’io su Rai Radio 1. L’Associazione dei Consumatori attraverso il Presidente Carlo Rienzi, ha annunciato di essere pronta alla protesta: “Non è possibile colpire ancora una volta gli automobilisti, che rappresentano la categoria di utenti più tartassata d’Italia. I governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno utilizzato gli automobilisti come “bancomat”, inserendo tasse a loro carico e aumentando le accise ogni volta che serviva reperire risorse economiche e trovare coperture finanziarie, e ancora una volta siamo in presenza di un emendamento teso a colpire unicamente tale categoria di cittadini”. A questi si è subito accodato l’altro Vice-Premier Di Maio che ha parlato che una volta in Senato verrà immediatamente modificato.

Si rischia quindi di avere un effetto boomerang dove le auto più piccole verranno particolarmente colpite, mentre quelle dei segmenti maggiori rischiano di avere degli incentivi che abbasseranno il costo. Un modo di investire inadeguatamente un ammontare le risorse pubbliche, circa 300 mln di euro all’anno la previsione di gettito, perché si va ad incentivare un numero di autovetture minore rispetto a quelle che già si vendono. Non solo ma le ripercussioni sulla catena dell’automotive sarebbero quanto mai dannose con una immediata contrazione del mercato che non sta certo vivendo una fase positiva.

L’aumento del prelievo fiscale per le auto non elettriche e non ibride ostacolerà la sostituzione delle auto circolanti più vecchie e più inquinanti che sono in larghissima misura di proprietà di automobilisti a basso reddito e quindi particolarmente sensibili all’aumento del costo di acquisto di una nuova veicolo. Attendiamo sviluppi.

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