Tassa sulle auto aziendali

10 apr 2012 motorpad.it
Tassa sulle auto aziendali
Riceviamo e volentieri pubblichiamo, condividendone ogni parola, il seguente comunicato dell’UNRAE relativo al nuovo intervento del Governo sulle auto aziendali, una volta di più punitivo e deprimente per il settore dell’automotive.

Ci permettiamo di suggerire al legislatore altre possibili misure per affossare definitivamente il mondo dell’auto in Italia. Si potrebbe dunque imporre nuovi balzelli su auto con: carrozzeria in colore bianco tinta che ora è particolarmente di moda, sedili in pelle, climatizzatore/aria condizionata, tetti apribili, cambi automatici, poggiatesta, cerchi in lega, navigatori satellitari, alzavetri elettrici, capote elettrica, servosterzo e volante regolabile, sensori di parcheggio o bagagliaio più o meno capiente.

E’ strano, infatti, che nessuno abbia ancora pensato a tassare gli accessori e le dotazioni, sicuramente indice di lusso sfrenato, smodata ricerca di confort e rifiuto di un minimo di fatica.
Poi potremo passare ad una tassa per livelli di età del pilota, se guida con il cappello, per il colore dei suoi occhi o dei capelli, per quelli della moglie a fianco. L’automobilista è pronto a tutto. Ma non si sa “quo usque tandem …” Con quello che segue.

"Troppo facile!
 
Ferma posizione dell’UNRAE contro l’ennesimo attacco alle auto aziendali per finanziare il Decreto Lavoro. Mancano risorse per finanziare il Decreto Lavoro? Prendiamole dall’auto! Ma cosa è rimasto da spremere? Le auto aziendali!
Ecco, questo deve essere stato in buona sostanza l’approccio che ieri ha portato il Governo a proporre la riduzione delle deduzioni sulle auto aziendali per finanziare il Decreto sul Lavoro. Con tutto il rispetto e comprensione possibili per un tema delicato come il lavoro,
non può essere questa la strada, non deve essere questa la scelta che colpisce ancora una volta il settore auto, già in enormi difficoltà.

“UNRAE – ha detto il Direttore Generale Romano Valente – si oppone con tutta la determinazione possibile all’attuazione di questo provvedimento ed invita tutte le Associazioni di categoria coinvolte a manifestare con tutti i mezzi il proprio dissenso verso un’azione proditoria e demagogica che, come le altre (p.es. l’aumento dell’IPT e l’introduzione del superbollo), non porterà benefici alle casse dello Stato e, peggio, ci allontanerà ancora di più dall’Europa e deprimerà definitivamente le capacità di contributo del settore auto all’economia italiana”. “Queste misure – ha concluso Valente – oltre che danneggiare direttamente il settore auto, compromettono la competitività delle Aziende italiane rispetto a quelle estere, per l’ulteriore aggravio dei costi”.
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