Citroen Visa, quarant'anni di serie speciali

02 ago 2018 Paolo Pirovano
Citroen Visa, quarant'anni di serie speciali

Al Salone dell’Auto di Parigi nell’ottobre 1978, Citroen presentava la Visa. Una vettura compatta lunga 3,69 metri che aveva il compito di sostituire la gamma delle Ami6 e Ami8 (dopo oltre 17 anni di servizio), e si posizionava al di sopra della Dyane e appena sotto alla GS. Fece subito notizia per lo stile originale e squadrato, per l’abitabilità interna decisamente superiore alla concorrenza del periodo, e per l’innovativa plancia con il satellite sulla destra che conteneva tutti i comandi secondari dell’auto. Venne prodotta tra il 1978 ed il 1988 nella versione passeggeri ma, in quella commerciale C15 continuerà ad essere costruita fino al 2005. In totale dagli stabilimenti sono usciti quasi due milioni e mezzo di esemplari.

Per la parte tecnica la Visa è stata la prima vettura Citroën di piccola cilindrata ad avere l’accensione elettronica integrale e insieme alla Peugeot 104 condivideva molto della meccanica a partire dal pianale, dalle sospensioni e dai motori. Questi erano il bicilindrico di 602 cc, evoluzione di quello della Dyane e della 2CV, da 35 CV per raggiungere la velocità massima di 130 km/h; si affianca il quattro cilindri di 1124 cc.

Ma il frontale è la parte che colpì maggiormente pubblico e critica con il grande scudo in resina che proteggeva il frontale, i fari e la calandra, riunendoli in una unica cornice in plastica grigia che si abbinava ai paraurti anch’essi in plastica, abbandonando così quelli in metallo.

Tre gli allestimenti, Spécial la base, con il motore da 652 cc, Club intermedio che conservava il bicilindrico, ma con accessori di serie come i retronebbia, il tergicristallo posteriore, l’orologio sulla plancia e Super, la “top di gamma”, equipaggiata con il 4 cilindri da 1124cc ancor meglio rifinita.

Per tener viva l’attenzione in Citroen decisero di  realizzare numerose serie speciali. La prima di 2.500 unità è del marzo del 1979 con il nome “Carte Noire”. Di colore nero con cerchioni e decorazioni oro, aveva la plancia rivestita in plastica anziché in tessuto, sedili in similpelle di colore beige (un materiale Citroën chiamato Boxline) dotati di poggiatesta, e impianto stereo.

La seconda serie speciale venne realizzata sulla base della Club ed è dell’anno successivo. I 2.000 esemplari dela Sextant, proponevano la doppia colorazione della carrozzeria, in bianco e azzurro, il disegno di un sestante stilizzato sulla fiancata, sedili azzurri in tinta unita con disegno a rilievo e accessori prima riservati alla VISA Super. Contemporaneamente, venne presentata anche la “Carte Noire Filet Rouge”, identica alla Carte Noire dell’anno precedente ma con filetti rossi anziché dorati.

Nel marzo 1981 il cambiamento del frontale con un restyling che interessava anche il paraurti. L’arrivo delle sportive Gruppo B nei Rally, nel 1982, coinvolse anche Citroen che preparò la Trophée con trazione integrale, in 200 unità per ottenere l’omologazione per le gare.

A questa si ispira la Chrono che proponeva i fendinebbia anteriori, i cerchi in lega leggera dipinti in Blanc Meije (come il corpo vettura), i sedili profilati ed una strumentazione completa, decisamente sportiva.  Il motore era il 1360 cc da 93 CV con cambio a 5 marce (una rarità nel segmento in quegli anni), capace di spingere la vettura a 173 km/h e di farla accelerare da 0 a 100 orari in 10 secondi e due decimi. La trasformazione da auto da città in auto da competizione era iniziata e la Chrono, che  doveva essere un modello per il solo mercato francese, nel 1983 venne lanciata anche in Italia, Germania, Belgio, Austria, Olanda e Svizzera, con circa 200 esemplari numerati per ciascuno di questi Paesi. Nel frattempo, sempre nel1982, venivano presentate la Visa West-End, Drapeau e Platinum, destinate soprattutto al Regno Unito.

Con l’arrivo nel 1986 della Citroën AX, la VISA si avvia verso la fine della carriera. L’ultima fu prodotta nel 1988.

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