BMW X2, la SUV diventa coupé

31 ago 2018 Paolo Pirovano
BMW X2, la SUV diventa coupé

Quello delle SUV Coupé è un segmento di mercato che sta interessando sempre di più le case automobilistiche. Difficile stabilire se si tratta di una semplice azione di marketing per mantenere viva l’attenzione o se questa è una veramente proposta alternativa. Infatti se si parla di modello più sportivo bisogna capire se esiste una vera e propria differenza in termini di prestazioni e quali sono le aree dove i tecnici hanno lavorato per cambiare il carattere e tipologia del modello.

Per questo motivo abbiamo testato a lungo l’ultima novità BMW nel campo dei SAV, (Sport Activity Vehicle) come vengono chiamati a Monaco questi prodotti) la nuova X2 che per l’occasione crea una nuova sigla, SAC ovvero Sport Activity Coupé. Per rendere ancora più marcata l’identificazione sceglie il numero pari, che da qualche anno serve per riconoscere le auto ad alte prestazioni andando ad affiancarsi, all’interno della gamma SAV di BMW, alla X4 ormai prossima alla presentazione e alla X6 che ha aperto le porte a questa nicchia di mercato.

Inoltre la X2 va a colmare una lacuna nella numerazione inserendosi dopo la X1, che è diventata la vettura più venduta a livello mondiale dal marchio tedesco, e la rinnovata X3; in attesa di vedere il prossimo anno anche l’ammiraglia X7 che porterà a sette il totale dei modelli in listino. Per essere più precisi non si colloca tra la X1 e la X3 ma affianca la prima con la quale condivide molto della meccanica a partire dall’architettura di base.

Si propone come alternativa più dinamica che vuole catturare un pubblico più giovane e modaiolo e le principali differenze le troviamo nelle misure. Risulta infatti più corta di 8 cm scendendo così a 4,36 mt di lunghezza mantenendo invariati la larghezza (1,82 mt) ed il passo. Dove cambia parecchio è nell’altezza, pari a 1,56 mt (-7cm), che rende più filante il tetto e il portellone posteriore. Le dimensioni quindi piazzano la X2 tra le compatte con un’attenzione anche all’utilizzo più cittadino. L’accorciamento è stato ottenuto riducendo gli sbalzi ma il bagagliaio rimane comunque con una capienza utile di 470 dmc, perdendone solo 35, sempre se confrontato alla “sorella” X1.

Ma è il design quello che deve colpire per evidenziare la trasformazione.  L’aver perso qualche centimetro e l’abbassamento del tetto la vettura più piantata a terra e il doppio rene ridisegnato nel frontale insieme alle prese d’aria laterali di forma triangolare ne sottolineano l’aspetto più aggressivo. Sulla fiancata i finestrini si stringono verso la coda e sul montante C troviamo il logo dell’elica rotante bianca/blu. Questo è un richiamo alla tradizione dei coupé BMW e solo altri due modelli lo hanno mostrato, la 2000 CS alla fine degli anni ’60 e la 3.0 CSL nel decennio successivo, che lo ha portato anche nelle competizioni turismo. Ben connotato anche il posteriore con il doppio terminale di scarico separato, come la X6, i fari orizzontali e il piccolo spoiler sul portellone.

Il modello oggetto del nostro test è la 20d da 190 CV con cambio automatico a 8 rapporti e trazione integrale xDrive in allestimento MSport che comprende come optional dei cerchi da 20 pollici per pneumatici 225/40. Un insieme più che collaudato all’interno della casa che ha confermato una volta di più due cose: i bassi consumi, abbiamo chiuso la prova di quasi 1000 km con una media di 7,4 lt/100 km e la notevole coppia a disposizione di 400 Nm pronta a partire dai 1750 giri.

Sorprendente il comportamento dinamico dove l’assetto rigido contiene molto bene il rollio tipico di questi veicoli e non compromette troppo il comfort. Certo i cerchi da 20 non risultano proprio comodi quando si prende una buca o si viaggia su un fondo sconnesso, ma l’handling è di alto livello. Questo è uno degli aspetti migliori della X2, che sulle strade di montagna ha mostrato un’agilità notevole, sempre reattiva ai cambi di traiettoria ben supportata dallo sterzo, dal cambio che sfrutta le palette al volante e dalla quattro ruote motrici che aiutano sia nella tenuta sia nella trazione soprattutto in uscita dalle curve strette. A scelta tre diverse modalità di guida, Eco-Comfort-Sport da usare a seconda delle situazioni.

La posizione di guida è buona, non troppo alta, con numerose possibilità di regolazione attraverso comandi elettrici, è presente anche quella per le gambe allungando la seduta, i sedili contengono bene, ed il volante ha una corona spessa che trasmette solidità. Il cruscotto riprende quello della X1, è di tipo analogico di grande semplicità per lettura e quantità di informazioni.

Come tutte le BMW di ultima generazione è molto alto il livello di infotainment che viene mostrato sull’ampio display centrale da 8,8 pollici e gestito dall’IDrive al centro della tunnel, così come tutti i sistemi di assistenza alla guida sono presenti e svolgono con attenzione i compiti affidati. Tutto naturalmente in un ambiente molto curato per qualità e finiture.

Al capitolo prezzi la X2 20d XDrive MSport parte da 50.900 euro che crescono facilmente andando ad arricchire la vettura dal lunghissimo elenco di option. Il differenziale di prezzo rispetto alla X1 a parità di allestimento di 1.500 euro. In alternativa al modello da noi provato il diesel offre altre due alternative, la 18d da 150 CV (a due o quattroruote motrici) e la 25d biturbo da 231 solo 4x4 e con cambio automatico. Per i benzina, invece l’entry level è con il tre cilindri 1.500 da 140 CV della 18i per poi salire alla 20i da 192 CV entrambe solo a trazione anteriore e quindi con sigla sDrive. In questo caso la forbice dei prezzi parte da 33.800 euro (sDrive 18i) per arrivare ai 50.900 (xDrive 20d).

 

 

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