Eclipse Cross porta Mitsubishi nel segmento dei crossover medi

11 gen 2018 Paolo Pirovano
Eclipse Cross porta Mitsubishi nel segmento dei crossover medi

Anche Mitsubishi entra nell’affollato segmento dei SUV medi con la Eclipse Cross, nome che riprende quello di una fortunata coupé degli anni ’90 e che vuole unire i due mondi, quello delle vetture sportive e quello dell’off-road, secondo una collaudata una tradizione della casa. Nell’offerta del costruttore il modello va ad inserirsi tra le altre due crossover del marchio la ASX e la Outlander, quest’ultima anche plug-in Hybrid, e rappresenta un punto di svolta per la case dei Tre Diamanti che recentemente entrato a far parte dell’Alleanza Renault-Nissan. La Eclipse è uno degli ultimi progetti sviluppati autonomamente, in attesa degli sviluppi basati sull’integrazione e sulle sinergie di gruppo che si vedranno a partire dal 2020.

Per distinguersi dalla concorrenza presente il team diretto da Tsunehiro Kunimoto ha scelto di  puntare su uno stile decisamente personale, con linee tese e marcate soprattutto nel frontale molto aggressivo dove domina il disegno a clessidra con all’esterno l’incavo che ospita i fari di profondità. Non meno originale la parte posteriore con il lunotto inclinato e diviso in due parti dallo spoiler che incorpora le luci di stop a LED.

Lunga 4,40 metri per 1,80 di larghezza e 1,68 di altezza e con un passo di 2,67 la Eclipse Cross mette a disposizione un abitacolo spazioso anche per i passeggeri posteriori ed un bagagliaio che parte da 355 litri (per dilatarsi all’occorrenza fino ad un massimo di 1.112) con il divano posteriore che scorre per 20 cm e con lo schienale modulabile in 8 posizioni.

Gli interni accoglienti trasmettono una buona immagine di qualità complessiva e mettono al centro  dell’attenzione un display centrale da 7” touchscreen con un touchpad sulla consolle centrale che comanda tutte le funzioni e permette di gestire il proprio smartphone attraverso i protocolli Android Auto e AppleCarPlay.

Passando alla tecnica si presenta nelle versioni a due e 4 ruote motrici e al lancio propone il solo motore benzina 4 cilindri turbo ad iniezione diretta da 163 CV caratterizzato da una coppia di 250 Nm pronta già a 1.800 g/min e costante fino ai 4.000. Richiede da 6,6 a 7 lt/100 km di carburante con emissioni di CO2 che vanno da 151 a 159 gr/km nel ciclo combinato a seconda del tipo di cambio: manuale a 6 marce o automatico CVT con 8 rapporti prefissati. Verso fine anno si aggiungerà un diesel in fase di sviluppo derivato dal 2.2 attualmente in gamma e al momento non è prevista una versione ibrida.

La trazione integrale S-AWC (Super All Wheel Control) propone tre modalità di guida, Auto, Snow e Gravel/Sterrato e a parità di allestimento richiede un’aggiunta di 1.800 euro ed è prevista solo con il cambio CVT in listino da 1.700 a 2.500 euro a seconda degli allestimenti. Le 4x4 si sono rivelate molto utili nel corso del primo contatto avvenuto su strade fortemente innevate in alta montagna con l’aderenza sempre sotto controllo e ben gestita dall’elettronica. Non a caso l’esperienza di Mitsubishi in questo campo risale a più di 80 anni fa e la presenza tra i SUV a oltre 40. Al capitolo sicurezza i test Euro Ncap hanno premiato il veicolo con le 5 stelle per la presenza sin dal livello di partenza dei sistemi di assistenza ADAS, mentre al servizio del comfort operano l’Head-up Display e il Cruise Control Adattativo.

Cinque i livelli di allestimento, Invite, Insport, Intense, Instyle e Diamond con prezzi che partono da 24.950 euro della Invite 2WD per arrivare ai 36.750 della Diamond 4WD e comprendono 5 anni di garanzia o 100.000 km. 

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