Peugeot Rifter, per tutti e per tutto

27 giu 2018 Andrea Nicoli
Peugeot Rifter, per tutti e per tutto

Il concetto di multispazio Peugeot ha oltre 20 anni e dopo il fortunato Partner è la volta della terza generazione ribattezzata Rifter che arriverà nelle concessionarie a settembre. Digitando sul traduttore “rifter” esce la parola norvegese “rottura” e proprio di cambiamento si potrebbe parlare visto che le forme e l’immagine strizzano l’occhio alla moda dei crossover.

Ora nell’insieme si nota un frontale molto corto con una mascherina grintosa con il Leone al centro e i fari a LED. Le forme sono più smussate, compaiono ampi passaruote in plastica e si nota una maggiore superficie vetrata. La funzionalità è garantita dalle porte laterali scorrevoli (con i vetri elettrici discendenti) e dal portellone posteriore che introduce la doppia apertura: completa verso l’alto, o il solo lunotto per caricare oggetti di piccole dimensioni. Altri segni distintivi sono le barre portatutto più aerodinamiche i cerchi dedicati da 15 fino a 17” e otto nuove tinte di carrozzeria.

Il Rifter ha una doppia carrozzeria con due diverse lunghezze: 4,40 Standard o 4,75 metri Long. I 35 cm di differenza sono equamente distribuiti tra il passo e lo sbalzo posteriore tanto da risultare entrambi equilibrati nei volumi. La piattaforma è di derivazione automobilistica e già presente sulle Peugeot 308 e 3008 oltre che per altre vetture analoghe di Citroën e Opel.

La cosa interessante è che sia il Rifter “lungo” che quello “corto” possono disporre di 7 posti divisi su tre file di sedili, con quelli centrali che scompaiono facilmente a filo del pianale grazie al sistema Magic Flat. Quello che cambia è indubbiamente la capacità di carico oltre ai binari che permettono ai sedili del sette posti di scorrere longitudinalmente. Lo spazio per il trasporto varia 775 dmc fino a 3.500 dmc nella versione più compatta per raggiungere i 4.000 dmc e ben 3,5 metri di lunghezza di carico per il “lungo”.

L’indole meno più da vettura che d furgoncini si respira anche all’interno. Per la prima volta viene declinato anche su questo genere di multispazio il cruscotto i-Cockpit che piace alla clientela Peugeot. Volante piccolo e sagomato in posizione ribassata che libera buona parte della vista verso il cruscotto con gli strumenti leggermente rialzati. Al centro della plancia un touch screen da 8” che dialoga con gli smartphone e raggruppa le principali funzioni dei comandi di bordo compreso un navigatore 3D. Nuovi anche il quadro strumenti con head-up display e la proiezione delle principali informazioni sulla base del parabrezza. All’ampio spazio per le persone si aggiungono numerosi vani portaoggetti sulla console centrale, nella mensola sopra al parabrezza e nelle porte. Lo stesso spazio solitamente dedicato all’airbag del passeggero, ora spostato nel rivestimento del tetto, ha permesso di ricavare un vano refrigerato di 186 litri.

Comodi i sedili, specialmente quelli anteriori, mentre i singoli posteriori hanno una seduta un po’ corta e l’accesso a bordo richiede il superamento di un gradino abbastanza alto che non pregiudica però la funzionalità.
Molto ricca la dotazione tecnologica. Si va dal freno di stazionamento elettrico, al regolatore di velocità adattivo, dal sistema di riconoscimento dei cartelli stradali, all’avviso di superamento della linea di carreggiata. Sempre funzionali alla sicurezza il Driver Attention Alert, che rileva l’attenzione del conducente e lo richiama se distratto con segnali sonori, l’Active Safety Brake che interviene quando viene rilevato un rischio di collisione, la videocamera di retromarcia a 180° e la sorveglianza dell’angolo cieco.

Al debutto sono presenti due motori per quattro livelli di potenza. Un benzina 1.200 cc turbo Puretech da 110 CV e il 1.500 cc BlueHDi da 75, 100 e 130 CV (Euro 6D Temp), affiancati dal cambio manuale a 5 o 6 marce o l’automatico a 8 rapporti per le versioni più potenti. La polivalenza d’uso del Rifter è garantita da una altezza minima da terra di 180 mm, dall’Advance Grip Control (optional), sistema elettronico che gestisce la coppia sulle ruote anteriori in caso di scarsa aderenza e dall’Hill Assist Descent Control. Questo accessorio elettronico è affiancato da pneumatici M+S specifici che migliorano la trazione su fondi sconnessi per chi ne farà un uso anche tuttoterreno.
Facile prevedere che nel prossimo futuro la gamma Rifter avrà anche una versione 4x4 sviluppata con il partner Dangel, come le varianti ibride e forse anche a GPL.

La prova sul comportamento dinamico con la versione di punta con il diesel da 130 CV e il cambio automatico, ha messo in evidenza una guida è molto intuitiva e la precisione nel mantenere le traiettorie impostate. L’assetto è proprio un valore aggiunto del Rifter e saremmo stati curiosi di verificare le stesse sensazioni anche a pieno carico. La potenza è adeguata a ogni circostanza e il cambio automatico a 8 rapporti con i comandi al volante quasi irrinunciabile dopo averne condiviso la comodità specialmente nel traffico. In questa configurazione, e con le ruote da 17”, il Rifter ha prestazioni di tutto rispetto con una velocità massima di 184 km/h e un’accelerazione da 0-100 dichiarata di 11”5. Bene anche la voce consumi dove abbiamo riscontrato da strumento una percorrenza di 16-17 km/litro.  
I quattro motori previsti saranno disponibili su tre allestimenti: Acces, Allure, GT Line e le due lunghezze Standard e Long.

Il listino parte dalla versione BlueHDI 75 CV Active Standard a 21.550 euro seguito dal motore 110 CV a benzina che nella medesima conformazione costa 100 euro in più. La versione top è la GT Line con il motore diesel 130 CV e il cambio automatico a 8 rapporti che con la carrozzeria lunga è proposta a 29.050 euro. Il cambio automatico incide per 1.600 euro cambio,  e 1.200 per la versione Long. L’eventuale necessità di avere due sedute in più, da 5 a 7 posti, incide tra i 700/750 euro di differenza in caso vengano montati sul “corto” o sul “lungo”. 

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