Formula 1 - GP Gran Bretagna

09 lug 2018 Marcello Pirovano
Formula 1 - GP Gran Bretagna

Un branco di leoni scatenati a Silverstone. Tutti, quelli che contano, in grado di vincere a 10 giri dalla bandiera a scacchi e alla fine tutti domati da un superlativo Vettel alla 4ª vittoria in stagione e alla 51ª in carriera raggiungendo Prost nel gruppo dei grandissimi piloti di ogni tempo. Il successo gli vale un vantaggio in classifica piloti che sale a 8 punti su uno splendido Hamilton magnifico nella rimonta dall’ultimo posto dove l’aveva sprofondato la sua brutta partenza e il contatto con Raikkonen al primo giro.

A questo punto la gara sembrava già decisa. Invece Vettel ha dovuto letteralmente ricostruirla più di una volta, complicata come è stata dalle Safety Car entrate in scena per i molti incidenti, dal rischioso secondo pit-stop non preventivato e  dalla lotta ravvicinata con Bottas terminata a suo favore con un sorpasso “stilettata” di altissima classe e coraggio.

In materia di duelli ravvicinati va dato a Raikkonen quello che è suo. Vale a dire il riconoscimento della grinta e della  determinazione dimostrata nel restituire a Verstappen un attacco che un campione del mondo non poteva incassare senza reagire da campione del mondo e che gli è valso il terzo gradino del podio. Ha anche dato il suo contributo a portare a 20 il vantaggio Ferrari nella classifica costruttori che Maranello il Drake Enzo Ferrari ha sempre considerato anche più importante di quella per il titolo piloti.

Escono da Silverstone con le unghie spuntate i leoni della Red Bull. Anche loro combattivi e con concrete possibilità di vittoria in certe fasi della corsa, ma con un bilancio finale che vede Ricciardo solo 4º e Verstappen che dopo la solita dimostrazione di temperamento (quella prontamente restituita da Raikkonen) ha commesso un errore, per un problema all’impianto frenante, che l’ha messo fuori gara. Stessa sorte per molti altri piloti - Sainz, Grosjean, Leclerc, Ericsson e Harley - traditi dalle monoposto o da errori che Silverstone non perdona. Particolarmente bruciante il doppio KO della Sauber-Alfa Romeo che si stava avviando a concreti progressi, specie con Leclerc.

Resta in sostanza la cocente sconfitta della Mercedes troppo bene abituata negli ultimi anni con l’ultima vittoria Ferrari che risaliva al 2011 con Alonso. La debacle è stata mal digerita sorprendentemente imputata non alla cattiva partenza di Hamiton, alla classe di Vettel ed alla superiorità messa in pista dalla Ferrari, ma al contatto ritenuto da qualcuno volutamente scorretto di Raikkonen per favorire Vettel. È difficile vincere, ma a volte lo e di più saper perdere. Lo ha ricordato il team principale di Ferrari Maurizio Arrivabene. Tra 15 giorni si riparte da Hockenheim-Germania che cade proprio a proposito per conferme e rivincite. 

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