Formula 1 - Gp Italia Monza

03 set 2018 Marcello Pirovano
Formula 1 - Gp Italia Monza

Il week end che doveva colorarsi di rosso ha visto invece brillare l’argento con la vittoria di Hamilton per la 5ª volta a Monza, la 6ª in stagione, la 68ª in carriera e le stesse che ha vinto Schumacher. La classifica si allunga a favore del campione inglese (+30 su Vettel) che conferma tutta la sua classe di estremo combattente capace di vincere le gare che non deve perdere e che ha costruito la sua gara sul perfetto attacco alla seconda variante che ha messo fuori gioco Vettel. Lì Vettel si è fatto sorprendere dall’arrembante Hamilton e ha determinato in pratica la sua sconfitta, quella di Raikkonen e di Bottas e, facilitato al massimo la vittoria del rivale nella corsa al titolo. Poteva aspettare qualche metro e lasciarsi anche superare per ristabilire le posizioni qualche giro dopo con ancora 300 km da coprire e invece si è trovato a dover ricostruire la gara con realisticamente poche speranze di riuscirci.

Ha fatto di tutto per conservare il rosso in testa alla classifica lo splendido Raikkonen di questi tempi. Ha difeso l’ottima pole fino a quando le gomme lo hanno sostenuto e fin quando il muretto Mercedes ha ufficialmente ordinato a Bottas di proteggere Hamilton rallentando a lungo, ma con manovre ineccepibili, tutti i suoi tentativi di sorpasso.

Scandalizzano soltanto gli ingenui gli ordini di scuderia che regolano le competizioni e determinano gli ordini d’arrivo. Ma gli interessi in gara giustificano, da sempre, queste manovre. Stupisce semmai che mentre continuano a dichiarare “corsa libera per i nostri piloti” in Mercedes lascino sentire urbi et orbi l’ordine dato per radio a Bottas e gli consentano una dichiarazione come “…la mia missione era tenere dietro Kimi il più possibile”. La scivolata di stile resta. Resta anche, ad essere obiettivi, la realtà di tre o quattro Gran Premi, compreso Monza buttati via dal Vettel di questi ultimi tempi che sembra cadere in errori non degni delle sue qualità e non così saldo nel morale se messo sotto pressione. E questo quando tutto sembrerebbe essere perfetto per vincere a partire da una  monoposto veloce e affidabile come nessun altra del lotto.

Niente può essere rimproverato a Raikkonen, anzi, che almeno mette nel suo palmares il 100º podio; e forse qualcuno, come il nuovo A.D. della Ferrari, Camilleri, metterà una firma sul rinnovo del suo contratto anche se sembra essere ancora in corsa Leclerc per sostituirlo.

Poco o niente resta da dire sugli altri comprimari impegnati a Monza. A dare qualche emozione in più ha pensato il solito Verstappen, esempio di combattente dal grande temperamento agonistico. In una Red Bull che sembra aver abdicato al suo ruolo di terzo incomodo tra Mercedes e Ferrari, pur penalizzato di 5” che lo retrocedono al 5º posto dal 3º conquistato in pista non ha voluto concedere a Bottas il gusto di un sorpasso. Intanto il suo compagno/rivale Ricciardo, ormai con la testa in Renault, continuava il periodo nero con un ritiro.

Adesso si va a Singapore con ancora 175 punti a disposizione (7 gare) e “…restare calmi e continuare a lavorare” continua a predicare il Team Manager Arrivabene. Giusto, c’è anche l’aritmetica che autorizza ogni speranza. Occorre però che il cavallino - e il suo fantino principale - la smettano di inciampare su ostacoli normalmente superabili e di fare errori.

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