Formula 1 - GP USA

22 ott 2018 Marcello Pirovano
Formula 1 - GP USA

Eccola qui la voglia, la determinazione, la capacità di resistere ad ogni pressione. Si chiama Kimi Raikkonen - alias, e non a caso, “”icemam” per il suo carattere praticamente chiuso ad ogni apparente emozione che, dopo 5 anni, si ricorda di essere degnissimo ultimo campione piloti per la Ferrari e va vincere il GP degli Usa il suo 21º successo in carriera. L’ultimo successo per il finlandese risale alla gara in Australia nel 2013 quando era alla guida della Lotus, team non più presente in F1.

Non solo. Avvelena anche letteralmente la festa ad Hamilton ed alla Mercedes negando, per ora, al pilota inglese il prestigioso pokerissimo del 5º titolo piloti, dovendo rimandare tutto alla prossima settima a Città del Messico. Complice anche il piazzamento in seconda posizione di Verstappen che, partito dalla 18 posizione, è risalito nello schieramento arrivando fino al podio. Adesso ad Hamilton basta un settimo posto per festeggiare nel caso di una vittoria di Vettel.

Raikkonen ha vinto per le sue indiscutibili doti tecniche, per le capacità di riportare la Ferrari al ruolo che, con gli ultimi problemi ed errori di Vettel (ripetuti con minor danno anche in questa occasione) sembrava scivolata a terza forza in campo e per la freddezza in la quale si è tenuto dietro chi si avvicinava ai tubi di scappamento della sua monoposto. Del resto negli ultimi tempi non erano certo mancate dimostrazioni di forza che l’avevano prepotentemente riportato alla ribalta con prestazioni velocistche più efficaci di quel del team leader Vettel, specie se riferite a quelle che avevano esaltato tutti a inizio stagione. Non si può chiudere il commento al GP americano senza una considerazione sul lato umano di quello che, in definitiva resta pur sempre uno scontro tra uomini prima ancora che di valori tecnici in campo. Per la fredda e logica legge delle scelte difficili quanti inevitabili, al cosiddetto è orribile “usato sicuro” di un pilota esperto e in là con gli anni, si è preferito il giovanotto dalle belle speranze di cui dovrà dar prova, senza scampo, nella prossima stagione. Intanto però l’usato sicuro ha portato una bella pennellata di rosso Maranello sulla monoposto che sbiadiva in un rosa pallido tristissimo. Raikkonen ha invece tenuta  acceso ancora per un po’ quell’ultima disperata fiammella di altri successi e ha dimostrato essere ancora capace di conquistare e scaldare il cuore dei tifosi. In pochi ci avrebbero creduto. (M.P.)

 

 

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