Autovelox e multe illegittime
Sulla notifica delle multe il ministro Lupi e i giudici di pace smentiscono il Comune di Milano

Continua con testardaggine degna di miglio causa il Comune di Milano a difendere l’indifendibile decisione di far pagare agli automobilisti milanesi circa 750.000 multe raccattate non solo con posizionamento di Autovelox e limiti assurdi con il puro scopo - altrettanto ostinatamente negato - di fare cassa, ma anche notificate ben oltre i limiti prescritti dalla legge.
Dopo il pronunciamento del Ministero dell’Interno su sollecitazione della Prefettura di Milano che già condannava l’operato del Comune intervengono nella questione anche il Ministro dei Trasporti Lupi e l’avvocato Vito Dattolico coordinatore dei giudici di pace cui in molti hanno fatto ricorso.
Dichiarazione che non ammette interpretazione quella del Ministro: “illegittimo l’uso del Codice della Strada sulla notifica dei verbali”.
E non meno perentoria quella dell’Avvocato: “è assurdo che i 90 giorni per la notifica dell’infrazione debbano partire dalla presa in esame della pratica e non dalla momento dell’effettiva violazione”.
Con buona pace degli ostinati assessori milanesi agli automobilisti perseguitati basterà non pagare e scrivere al giudice di pace.
In margine alla questione l’assessore Granelli difende la posizione del Comune affermando che “…il Comune non fa cassa con le multe, ma la Polizia Locale ha il dovere di sanzionare chi non rispetta la legge e mette a repentaglio l’incolumità propria e quella degli altri utenti della strada”.
Se questo è sacrosatamente vero allora si aspetti prima o poi una denuncia per omissione di atti d’ufficio e con lui il Comando della Polizia della Strada, in ordine ai comportamenti mai e poi mai sanzionati di quei ciclisti che girano di sera senza luci e rifrangenti vari, attraversano sulle strisce pedonali senza scendere dalla bici, che viaggiano contromano e sui marciapiedi, che telefonano pedalando come auotomobilisti qualsiasi ecc, spessissimo sotto gli occhi dei vigili e sempre del tutto impuniti.