Un sedile per collaudare il cuore

L’incidente stradale è il frutto di ben precisi fattori: condizioni della strada, sicurezza del veicolo, comportamento e stato psicofisico del conducente.

23 Jul 2011 motorpad.it
Un sedile per collaudare il cuore
L’incidente stradale è il frutto di ben precisi fattori: condizioni della strada, sicurezza del veicolo, comportamento e stato psicofisico del conducente. Tra le malattie, quelle cardiovascolari sono indubbiamente quelle a più alto rischio-incidente: sia per la loro elevata prevalenza (secondo i dati dell’Oms costituiscono la principale causa di morte nel mondo) che per il tempo non trascurabile trascorso al volante da un guidatore comune (in Italia, più di 250 ore/anno).

Sebbene non sia possibile stimare con certezza la percentuale di sinistri imputabili ad evento cardiaco acuto appare chiaro come improvvisi black-out della funzione cardiaca possano rappresentare una grossa minaccia non solo per chi guida ma anche per tutti gli altri utenti della strada. Se è vero che abbiamo infatti 1 probabilità su 6 di morire per malattia cardiaca ed 1 su 85 di perire al volante a seguito di un incidente stradale (nei paesi industrializzati i traumi della strada rappresentano il 2.4% di tutte le cause di morte) è comprensibile come i due eventi si possano correlare in modo assai più stretto di quanto si riesca ad immaginare.

Dei molti programmi di prevenzione avviati allo scopo di favorire la messa a punto di tecnologie innovative atte a realizzare veicoli più sicuri, merita senz’altro attenzione quanto realizzato di recente dagli ingegneri della casa automobilistica Ford che hanno sviluppato un sedile in grado di misurare e tenere sotto controllo il battito cardiaco del guidatore. Un progetto, sviluppato in Germania dall’European Research Centre di Aquisgrana in collaborazione con il Centro Ricerche dell’Università, che prevede l’utilizzo di speciali sensori per il monitoraggio dell’attività cardiaca del guidatore: in pratica un elettrocardiogramma in assenza di “contatto con la pelle”.

Una registrazione dell’attività elettrica del cuore che può essere perciò tenuto sotto controllo non solo da esperti ma anche da software medicali in grado d’informare tempestivamente il conducente di qualsiasi problema incombente, prima della perdita di controllo del mezzo. Una telemetria del cuore, integrabile in un futuro non lontano, anche con altre tecnologie di sicurezza già esistenti, come la funzione Emergency Assistance, in grado di chiamare automaticamente un’ambulanza in caso di bisogno, il sistema di mantenimento della corsia, l’Active City Stop, il Driver Alert o il limitatore di velocità.

Insomma, un grande beneficio non solo per i cardiopatici noti, che possono così contare sulla trasmissione in remoto dei propri dati cardiotelemetrici al fine di consentire un controllo in tempo reale della loro condizione, ma anche per le tante persone in là con gli anni che ancora guidano visto che il rischio di problemi al cuore aumenta con l’età e la percentuale degli “over 65” in Europa è più che raddoppiata negli ultimi 50 anni. Di certo un concreto vantaggio in termini di salute.

E come ripeteva Schopenhauer se “la salute non è tutto, senza salute tutto è niente”.
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