CONFERENZA CENTRO STUDI PROMOTOR

La crisi dell’auto nell’attuale situazione economica.

27 Nov 2013 motorpad.it
CONFERENZA CENTRO STUDI PROMOTOR

Sono 21 anni che il Centro Studi Promotor di Gian Primo Quagliano fornisce con puntualità analisi, commenti, prospettive e dati preziosi sulla situazione economica italiana e sul comparto dell’Auto in particolare.

Di particolare interesse l’incontro che si è tenuto a Milano al Circolo della Stampa con la fotografia relativa all’anno che si sta chiudendo e che, drammaticamente quanto sinteticamente, si riassume in tre cifre, tutte negative: -9,1% del PIL, - 25,3% la produzione industriale e – 48,1% il mercato dell’auto rispetto le cifre anti-crisi.

E il rosario delle cifre negative per il settore auto non finisce qui perché bisogna registrare anche una produzione che ha visto il nostro paese, un tempo quarto produttore mondiale, scendere a sole 396.817 auto costruite preceduto da Germania (5.388.456 unità), Francia (1.682.814), Regno Unito (1.464.906), Spagna (1.539.680). Questo solo per quanto riguarda l’Europa perché se si considerano altri paesi extra-europei significa esser finiti alla periferia del mondo.

Le conferme del grave stato di crisi vengono infine da un altro importante indicatore economico, quello che indica il PIL pro-capite nei paesi UE fatto100 l’indice medio. Ebbene in questa classifica nessun paese ha perso quanto l’Italia (-20) passata da 119 del 2001 a 99 di oggi.

La crisi dell’auto si iscrive in questo quadro economico e in quello più generale di una Eurozona a rischio di deflazione e si aggrava per una situazione di instabilità politica e elementi negativi specifici come il costo dei carburanti gravati dalle pesanti accise, delle assicurazioni, delle tasse locali aggiuntive, delle tariffe e per la mancanza di una politica dei trasporti organica. 

Si aggiunge a tutto questo un atteggiamento di demonizzazione dell’automobile alimentato da informazioni errate e da un ambientalismo di maniera. Colpevolmente o in modo superficiale l’auto viene indicata come “prodotto obsoleto” senza per altro indicare soluzioni alternative che non possono certo essere la bicicletta che ha altre modalità d’uso, o i trasporti pubblici che sono tra i meno efficienti e i più costosi d’Europa.

Quando allora si potrà sperare di uscire dalla crisi? Per il 2014 il Centro Studi Promotor pensa possa manifestarsi qualche concreto segno di inversione di tendenza per il mercato dell’auto (1.330.000 le ipotesi di immatricolazioni) in uno scenario generale di sostanziale stagnazione.

La spinta vera al cambiamento può venire, per il C.S.P., da una situazione di stabilità (difficile da conseguire vista la situazione politica che si prospetta) e dalla rinegoziazione dei trattati della Zona Euro che creano enormi difficoltà ai paesi più deboli.  

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