FIAT, cassa integrazione a Melfi
Dalle interessanti e positive dichiarazioni di Marchionne a Detroit alla “doccia fredda” della richiesta di cassa integrazione, a rotazione, per lo stabilimento di Melfi.

Sono gli argomenti che sono stati portati a giustificazione della richiesta della cassa integrazione e che in particolare prevedono che le due linee oggi attive vengano fermate in sequenza e, mentre una continua l’attuale produzione, l’altra viene preparata per produrre i nuovi modelli e cioè la 500X che è versione 4x4 della 500L e il previsto mini SUV Jeep. Operazione che comporta un investimento di un miliardo di euro per il quale i Sindacati lamentano una mancanza di informazioni più precise. Per l’occasione Marchionne ha riconfermato che non saranno chiusi altri impianti italiani.
Altri importanti appuntamenti per Fiat il 30 gennaio quando il board si riunirà per l’esame dei risultati del 2012 e quando, a Grugliasco, sarà inaugurato lo stabilimento (ex Bertone) che insieme a Mirafiori costituirà il “polo del lusso” Maserati-Alfa Romeo. Il programma è che a regime vengano riassorbiti tutti i 1.400 addetti oggi ancora in cassa integrazione. Resta aperta la questione che a Pomigliano riguarda i 19 dipendenti che il Tribunale ha ordinato di riassumere e che provocherebbe la messa in mobilità di un numero pari di altri dipendenti.
Fatte salve tutte le questioni di principio si fatica a comprendere come una questione di queste dimensioni non possa trovare una soluzione.