Formula 1 GP Messico 2016

Ennesima doppietta Mercedes con Hamilton e Rosberg. Caos per il terzo posto.

31 Oct 2016 motorpad.it
Formula 1 GP Messico 2016

Contrordine compagni e, giornalisticamente parlando, tutti da rifare i servizi stampa, TV, radio, Web, salvo che per i primi due posti con Hamilton alla 51 vittoria - come Prost - che porta a 19 i punti di distacco da Rosberg. Non tutto è perso per la difesa del titolo tenuto conto dei 50 punti ancora disponibili. Tutto da rifare per il terzo gradino del podio. Ci sono incredibilmente volute delle ore per il pronunciamento della Giuria in base ad una serie di decisioni contradditorie, Interpretazioni soggettive dei regolamenti, regole applicate una volta sì e un'altra no, magari per lo stesso pilota.

Tutto è successo negli ultimi 10/12 giri e tutto il resto è stata la solita incomprensibile gimkana dei pit stop con le gomme "Arlecchino" a confondere le idee di piloti, box e spettatori.

Anche la Pirelli dovrà pur fare qualche seria riflessione perché così non si può più nemmeno credere alle loro indicazioni di durata e di comportamento dei loro pneumatici. Allo stato delle cose piloti e box è come se giocassero alla roulette o quasi.

Tornando al convulso finale, spariti all'orizzonte della gara Hamilton e Rosberg, la gara si è accesa sulle botte da orbi che Verstappen, Vettel e Ricciardo si sono scambiate per il terzo posto.

Il primo aveva confermato carattere e temperamento fin dalla partenza con il contatto che aveva convinto Rosberg che era meglio accontentarsi del secondo posto piuttosto che rischiare di lasciare a Hamilton la posta completa dei 25 punti.

Poi il giovane olandese volante ha fatto di tutto e di più con Vettel che era da Monza che non vedeva più il podio.

Avrebbe dovuto restituirgli la posizione dopo il clamoroso taglio di curva, ma se ne è ben guardato. Quando capirà che in pista non è solo sarà pronto per diventare campione del mondo.

Per Vettel sembrava fatta e così decideva la giuria, ma senza tener conto che lo stesso Vettel stava riservando a Ricciardo lo stesso trattamento avuto da Verstappen. Per accorgersene i soloni della giuria ci hanno messo ore e, al fine, ecco la decisione finale: Ricciardo terzo, Verstappen quarto e lo stralunato Vettel di questi ultimi tempi quinto.

In definitiva un'altra incredibile e inaccettabile dimostrazione di inefficienza di una Formula 1 nella quale ragiona uno solo, Bernie Ecclestone che deve pensare solo ai soldi.

Gli altri danno ragione a Marchionne quando parla di "regole scritte da ubriachi", maestri di confusione e indecisione e incapaci di modificare la situazione che, alla Formula 1 fa perdere fascino, credibilità e tifosi. Tra 15 giorni li ritroveremo tutti in Brasile. Purtroppo. Il minore dei mali restano i servizi e le foto buttate via. 

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