Formula 1 GP Monaco
Rosberg per la seconda volta in stagione e Mercedes per la sesta, quinta doppietta

Nihil novi sub soli. Ci aiuta l’efficacia sintesi latina per celebrare la sesta vittoria di Mercedes su sei G.P. A Monaco ha vinto Rosberg (come lo scorso anno) al secondo successo stagionale e al quinto in carriera. Per lui qualche soddisfazione aggiuntiva: quella di aver vinto tanti G.P. quanto il padre Keke, di aver recuperato la testa della classifica piloti con 122 punti, 4 più del compagno/rivale Hamilton secondo al traguardo per la quinta doppietta di una Mercedes più che mai inattaccabile e infine quella di aver rimesso in discussione certe gerarchie interne nel team che sembravano delineate a favore del pilota inglese.
Aveva ben chiara in testa, Nico, l’importanza della partenza, e quindi della pole position, nella gara monegasca e ha fatto di tutto per crearsi le premesse della vittoria nelle qualifiche; poi ha difeso la legittimità del suo successo con lo scatto in partenza e una condotta di gara in testa dal primo giro alla bandiera a scacchi resistendo a una pressione dominata con calma e grande capacità di guida. Nella guerra di nervi cui l’ha sottoposto Hamilton si sono sprecati paragoni impegnativi di epiche battaglie tra Senna e Mansell e ancora Senna con Prost e aver superato la prova va tutto ad onore.
Adesso il vero problema per Mercedes può essere quello della ormai chiara e conclamata rivalità tra i due galli del pollaio, situazione che Lauda dovrà essere bravo a gestire con il prestigio e l’autorevolezza di cui gode nella struttura Mercedes.
Dietro si fa sempre più impetuosa la scalata di Ricciardo alle posizioni di vertice nel circus e soprattutto in seno alla Red Bull. A Monaco ha colto il secondo podio consecutivo e, in particolare, ha messo ancora dietro Vettel in qualifica prima per poi perderlo di vista in corsa per una serie di inconvenienti che, quest’anno, sembrano proprio riservare al quadricampione del mondo la stessa dose di sfortuna che lo scorso anno colpiva l’allora compagno di squadra Webber.
Anche per la Ferrari sostanzialmente niente di nuovo se si considera che dopo i tre del podio Alonso è stato l’unico ad evitare l’onta del doppiaggio. C’è stato, per la verità l’atteso segno di risveglio da parte di Raikkonen brillantissimo in partenza e per la prima volta davanti ad Alonso in qualifica, ma poi è stato vittima incolpevole di una serie di guai (tamponamento, foratura, contatto in gara) che l’hanno portato fuori dalla zona punti. Dovranno di certo essere radicali i miglioramenti promessi e attesi per il G.P. del Canada, altrimenti, e dispiace dirlo, sarà ufficiale che per la Ferrari si dovrà parlare di una nuova stagione persa.
Per il resto gioiscono in Marussia con i primi punti della loro giovane storia conquistati da un Bianchi molto in palla. Si traducono in fiducia per il morale e soldi benedetti per lo sviluppo. E poi Bianchi è anche un pilota Ferrari e vengono da Maranello i motori. Per ora è di questo che dobbiamo accontentarci.
Ordine d’arrivo
1 Rosberg - Mercedes
2 Hamilton - Mercedes
3 Ricciardo - Red Bull
4 Alonso - Ferrari
5 Hulkenberg - Force India
6 Button - McLaren
7 Massa - Williams
8 Grosjean - Lotus
9 Bianchi - Marussia
10 Magnussen - McLaren
Mondiale Piloti
Nico Rosberg - Mercedes 122
Lewis Hamilton - Mercedes 118
Fernando Alonso - Ferrari 61
Daniel Ricciardo - Red Bull Racing 54
Nikolas Hulkenberg - Force India 47
Sebastian Vettel - Red Bull Racing 45
Valtteri Bottas - Williams 34
Jenson Button - Mclaren 31
Kevin Magnussen - McLaren 21
Sergio Perez- Force India 20
Mondiali costruttori
1 Mercedes 240
2 Red-Bull-Renault 99
3 Ferrari 78
4 Force India-Mercedes 67
5 McLaren-Mercedes 52
6 Williams-Mercedes 52
7 Lotus-Renault 8
8 Toro Rosso-Renault 8
9 Marussia-Ferrari 2