Formula 1 GP Ungheria
Vince Ricciardo, Alonso rilancia la Ferrari, qualche problema in Mercedes.

Un G.P. ad alta tensione l’undicesimo della stagione, carico di colpi di scena, sorpassi, incidenti che hanno provocato due entrate in pista della Safety Car, strategie giuste e sbagliate, condizioni meteo variabili e, infine, sorpassi decisivi.
Come quelli che, a tre giri dalla fine, hanno portato alla vittoria Daniel Ricciardo, campione ormai consacrato, il solo capace per due volte (la prima in Canada) di interrompere lo strapotere della Mercedes. Aveva davanti due campioni del mondo come Hamilton e Alonso, non so se mi spiego, e li ha bruciati con una decisione da pilota consumato. E’ stato ottimamente assistito dal muretto nella strategia dei cambi gomme, ma il piede ed il cuore e la mancanza del minimo timore reverenziale ce li ha messi lui e quindi “chapeau” e benvenuto nel ristretto gruppo dei fuoriclasse.
Altra conseguenza diretta delle sue grandi qualità la ritrovata completa competitività della Red Bull che sarebbe stata più convincente se anche Vettel avesse contribuito all’impresa. Ne aveva l’occasione partendo in prima fila e invece è caduto in un errore rivelatore del suo attuale stato di nervosismo nei confronti del giovane arrembante compagno/rivale ed è finito solo settimo.
Resi i dovuti onori al vincitore bisogna dare ad Alonso le giuste ovazioni e le relative orecchie del toro. Una corsa fantastica la sua, e fin qui non è una notizia, ma a Budapest sono arrivati anche i risultati concreti di uno splendido secondo posto: “… vale una vittoria” ha detto alla fine e non si può dargli torto. C’è stata anche l’emozione dei molti giri anche in testa alla corsa e, quello che più conta, il valore di una robusta iniezione di fiducia per la Ferrari che, tra l’altro, affrontava la corsa con l’handicap pratico e psicologico, dell’errore del muretto alle prove del Sabato che aveva confinato Raikkonen in ottava fila. Finire sesto può essere per lui un buon punto di partenza per essere più positivo nella seconda parte della stagione e portare contributi più importanti alla causa, almeno per la classifica costruttori.
E siamo alla Mercedes che torna da Budapest con qualche certezza in meno e qualche problema in più.
Questa volta anche il box delle monoposto d’argento ha qualcosa da farsi perdonare e, infatti, lo stesso team leader Toto Wolff ha dichiarato che: “… ad Hamilton dobbiamo delle scuse” per quel tubo della benzina probabilmente stretto male che ha mandato a fuoco la monoposto dell’inglese alle prove di sabato. Per non dire poi dell’assurda richiesta fatta di cedere strada a Rosberg nelle ultime fasi della corsa. Partito in fondo allo schieramento Hamilton non ha poi mancato di dimostrare di che pasta è fatto risalendo fino al terzo posto finale che gli vale qualche punto in meno di distacco da Rosberg.
Rosberg, appunto. Sembrava tutto fatto, una passeggiata di salute per un'altra vittoria e tanti punti in più sul rivale diretto: pole position e inizio gara che lasciava poco spazio alle sorprese. Invece sono arrivati la Safety Car a ricompattare il gruppo e qualche guaio tecnico (forse ai freni) che hanno scompaginato le carte e tolta molta sicurezza. Si poteva, forse, rimediare nel finale, ma ci ha messo lo zampino il box – nessuno e’ perfetto – richiamandolo per il cambio gomme quando era troppo tardi per l’ultimo assalto.
Esce un po’ ridimensionata dalla gara ungherese anche la Williams con Bottas sempre molto valido, ma alla fine solo ottavo penalizzato anche lui dalla Safety Car e Massa quinto che, almeno, si è tolto un po’ di rogna da dosso.
Quello che è certo è che fra tre settimane a Spa e poi a Monza ci saranno non poche questioni da regolare e ci sarà da divertirsi. Come del resto sta succedendo da un po’ di G.P. in qua. E allora avanti così. Si può ben sopportare una F1 come questa tanto ricca di emozioni. E pazienza se i motori hanno un suono non poco stonato.
Ordine d'arrivo
1 Daniel Ricciardo Red Bull Racing-Renault 70 Winner 4 25
2 Fernando Alonso Ferrari 70 +5.2 secs 5 18
3 Lewis Hamilton Mercedes 70 +5.8 secs 22 15
4 Nico Rosberg Mercedes 70 +6.3 secs 1 12
5 Felipe Massa Williams-Mercedes 70 +29.8 secs
6 Kimi Räikkönen Ferrari
7 Sebastian Vettel Red Bull Racing-Renault
8 Valtteri Bottas Williams-Mercedes
9 Jean-Eric Vergne STR-Renault
10 Jenson Button McLaren-Mercedes
Mondiale Piloti
1 Nico Rosberg - Mercedes AMG Petronas F1 Team 190 5
2 Lewis Hamilton - Mercedes AMG Petronas F1 Team 176 5
3 Daniel Ricciardo - Infiniti Red Bull Racing 106 1
4 Fernando Alonso - Scuderia Ferrari 97
5 Valtteri Bottas - Williams Martini Racing 91
6 Sebastian Vettel - Infiniti Red Bull Racing 82
7 Nico Hülkenberg - Sahara Force India F1 Team 69
8 Jenson Button - McLaren Mercedes 59
9 Kevin Magnussen - McLaren Mercedes 37
10 Felipe Massa - Williams Martini Racing 30
11 Sergio Pérez - Sahara Force India F1 Team 29
12 Kimi Räikkönen Scuderia Ferrari 19
Mondiali Costruttori
1 Mercedes 39
2 Red Bull Racing-Renault 219
3 Ferrari 142
4 Williams-Mercedes 135
5 Force India-Mercedes 98
6 McLaren-Mercedes 97
7 STR-Renault 17
8 Lotus-Renault 8
9 Marussia-Ferrari 2